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Vincere la timidezza

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Vincere la timidezza

Dimentica tutto quello che pensi di sapere sulla timidezza perché quello che facciamo qui è diverso. Continua la lettura e scopri la soluzione che cerchi da tempo. 

soluzioni per vincere la timidezzaForse hai qualche dubbio sul fatto che sia possibile vincere la timidezza, giusto? Probabilmente hai già letto e provato qualche rimedio senza risultati.

Perché allora dovrebbe interessarti quanto stai per leggere?

Perché quello che facciamo qui è diverso da quello che hai visto fino ad oggi.

Perché potremmo essere la soluzione giusta per te?

  • Abbiamo creato il primo metodo per vincere la timidezza in autonomia.
  • Con noi puoi lavorare sulla timidezza da casa tua.
  • Offriamo soluzioni efficaci, non “facili” stile “posta del cuore”.
  • Non usiamo un approccio da motivatori americani.
  • Non usiamo un linguaggio tecnico da “strizzacervelli”.
  • Non necessariamente ci metteremo a scavare nel tuo passato.
  • Non cerchiamo di “cambiarti”.
  • Siamo una psicologa ed un life coach professionisti.
  • Siamo due ex timidi (è questa è la differenza che fa la differenza).


Noi rispondiamo a una sola, semplice domanda:

La domanda a cui vogliamo rispondere è:

Se fossi ancora più te stesso, la timidezza, esisterebbe?

Siamo abituati a pensare alla timidezza come a un avversario, un nemico da combattere e sconfiggere, una specie di forza interiore che ci impedisce di esprimere noi stessi al meglio.

In casi estremi, forse, questo approccio può anche essere valido (ad esempio, quando la timidezza sconfina nella fobia sociale ed ovviamente, se è il tuo caso, puoi contattare la mia collega Valeria Mora, psicologa regolarmente iscritta all’albo) ma, nella maggior parte dei casi (io penso in tutti, ma non posso e non voglio lavorare con persone fortemente compromesse da un punto di vista psicologico) è un approccio del tutto fallace.

La timidezza, qualunque sia la sua radice (i rinforzi negativi che ci sono stati dati in passato, la mancanza di affetto e di rinforzi positivi, ecc…), è una vera e propria abitudine.

 L’abitudine a recitare una parte, ad indossare una maschera in relazione ad  un ideale palesemente falso ma che abbiamo fatto nostro: vorremmo essere il personaggio di una storia che ci raccontiamo, sebbene sia impossibile.

Di fatto, il timido racconta un sacco di bugie, a se stesso e agli altri, con le parole o con i gesti. Vorremmo essere diversi da come siamo e occorre che qualcuno di faccia comprendere che invece, funzioneremmo molto meglio se fossimo totalmente noi stessi ed integri (quando parlo di “essere te stesso” non è mia intenzione darti il consiglio trito e ritrito che puoi leggere sulle riviste patinate.

Essere te stesso è un modo di essere caratterizzato da spontaneità e totale accettazione: se sei timido NON sei te stesso, ma stai tentando di recitare qualcun altro.

Se fossi te stesso, funzioneresti perfettamente!!).

 L’abitudine a valutare, costantemente, in quale posizione della piramide  sociale ci troviamo ed in quale altra si trovino le altre persone, riducendo le relazioni sociali ad una competizione.

Per risalire la piramide stessa, alcune persone si sforzano perdendo così quella spontaneità che è esattamente ciò che le rende attraenti, altri fuggono o si “spengono” cercando parole che non troveranno mai (perché, come spiego nell’esercizio del flusso di parole, NON troverai mai le parole… se le cerchi!!).

 L’abitudine a portare l’attenzione verso ciò che non funziona, che potrebbe andare storto o sui problemi, quando, in realtà, l’unico problema è proprio il fatto che siamo bravissimi a cercarli.

Risultato?

1. immagini e pensieri negativi che emergono spontaneamente e come un oracolo presagiscono la nostra disfatta. Di questi pensieri nemmeno ci accorgiamo ma reagiamo ad essi come se fossero reali.

2. l’attitudine a sforzarsi per ottenere un risultato in termini di performance risultando così meccanici o, all’opposto il freezing o la fuga.

3. l’attitudine a raccontare un sacco di “balle” per sostenere la maschera che ci siamo creati (e se invece bastassi così come sei??)

Qual’è la causa?

In definitiva, se sei timido, il tuo unico problema è che la società ti ha condizionato a credere che, se fossi te stesso, senza alcun attrito e con il minor numero di filtri auspicabile, le cose andrebbero male quando, in realtà…

E’ ESATTAMENTE L’OPPOSTO!

Non sei abbastanza te stesso. Tutto qui.

Qual’è la soluzione?

Smettere di dare potere alla timidezza cercando di comprenderla, trattarla, esplorarla perché, di fatto, è proprio l’attenzione che diamo a certi modi di essere che li rinforzando. Occorre focalizzarsi piuttosto sull’opposto!

Questo modo di organizzarsi internamente (la timidezza), infatti, non è mediato soltanto da convinzioni erronee o da comportamenti disfunzionali, ma è anche strutturato SOMATICAMENTE: è una vera e propria sensazione fisica. E quando questa sensazione fisica è attiva, è molto difficile calmare l’ansia, riflettere.

Facciamo un piccolo test?

Se ti chiedessi come sei quando ti “senti timido”, quanto tempo impiegheresti a percepire la sensazione connessa a questo stato emotivo?

Se ti chiedessi come sei quando sei “al meglio”, ad esempio quando sei totalmente immerso in un’attività che ami, quanto tempo impiegheresti a percepire la sensazione connessa con quest’altro stato emotivo?

Forse nel primo caso pochi secondi, nel secondo, probabilmente, un po’ di più, forse, nemmeno ci riesci.

Lascia che ti ponga due domande.

Quando sei al meglio di te stesso, in quegli istanti, sei timido? 

Ti piacerebbe poter accedere a questo modo di essere in un attimo e poter essere così, sempre di più, ogni giorno? Sono certo di sì.

In questo sito scoprirai come il sincretismo fra coaching generativo,  psicologia e teatro, possano letteralmente trasformarti nel tuo miglior te stesso.

A presto

Dott.ssa Valeria Mora Dott. Marco De Filippo

Category: Timidezza

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