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Timidezza, consapevolezza e un piccolo test

test sulla timidezza

La quasi totalità dei test e consigli che puoi trovare in internet o sui libri in merito a come superare la timidezza sono una semplice descrizione del comportamento di un non timido.

Per farla breve, un consiglio tipico è quello di “provare a buttarsi” perché, in fondo, siamo tutti timidi! Fai un po’ di esperienze nuove!

Funziona?

Ah, se riesci a farlo sicuramente, funziona alla grande ma, allo stesso tempo, sai che per riuscire a farlo…

…guarda un po’, sono necessarie una serie di risorse che spesso per il timido non sono ancora disponibili.

Anche perché, banalmente, se lo fossero, probabilmente questa persona non sarebbe più timida, no?

Buttarsi è un comportamento ma per farlo occorrono prima di tutto una serie di risorse interne che vanno sviluppate.

Noi abbiamo un senso di identità, delle convinzioni, dei valori, un certo livello di competenza nel gestire o cambiare i nostri stati emotivi, un determinato modo di usare il linguaggio… e un livello di consapevolezza in merito a questi aspetti del funzionamento del nostro essere umani.

Se sei timido, puoi “buttarti” a capofitto nelle relazioni…

…ma forse prima potrebbe esserti molto più utile conoscere e capire te stesso, come funzioni e come osservi la realtà e solo successivamente riscoprirti capace di sperimentare le relazioni umane con semplicità.

E ripeti nella tua mente la parola “semplice” perché è il modo in cui devi arrivare a pensare alle relazioni (e non per autoconvincimento, ma perché sai che quando impari a fare qualcosa, riesci a farlo con immediatezza).

Ad esempio, il timido quasi mai vede la realtà per quello che è.

La distorce perché cerca, per abitudine (sviluppata per cause fra le più disparate, come la relazione con i genitori, le esperienze di vita…), conferme alla visione che ha di se stesso, degli altri e del futuro (che è altrettanto distorta, parziale e imprecisa).


Il test sulla timidezza più rapido del mondo

A volte mostro la foto o il disegno del volto di una persona, prendi questo per esempio:

Test timidezza

Osservalo…

…secondo te se una persona ti osservasse in questo modo, cosa starebbe pensando di te?

Se hai risposto, “nulla” o “qualcosa di positivo”, ottimo, hai osservato “i fatti”.

Chiediti però se lo fai anche dal vivo, con le persone reali :)

Se invece hai pensato “non lo so ma spero nulla di male” oppure “qualcosa di negativo”, allora non hai osservato la realtà, ma l’hai distorta attribuendo un significato a questo volto senza avere dei dati di realtà che supportino questa conclusione.

Lo hai fatto perché hai un’aspettativa: non fare brutte figure ed evitare il giudizio e le critiche.

Questo viso ha di fatto (scientificamente), un’espressione assolutamente NEUTRA.

Cosa sta pensando di me?

Non posso saperlo, punto.

Posso solo continuare a relazionarmi e attendere eventuali sviluppi senza particolari aspettative…

…e posso farlo efficacemente solo se evito di attribuire a ciò che osservo un significato o un giudizio che tocchi quelle corde emozionali che mi inibiscono e mi privano delle mie naturali abilità relazionali.

Come si fa a essere così aperti alla relazione con gli altri?

Se non ti riesce naturalmente serve un po’ di esercizio ma se hai un cervello e vuoi davvero riuscirci, allora puoi imparare senza nemmeno troppo sforzo. 

Il primo passo per superare la timidezza si chiama “consapevolezza” (di te, degli altri, della realtà, dei tuoi pensieri, del tuo linguaggio, dei tuoi reali desideri, dei tuoi mezzi…)

Dott. Marco De Filippo Life coach, Kinesiologo e insegnante di improvvisazione teatrale Dott. Marco De Filippo, Life Coach

Category: Timidezza

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