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Timidezza, ansia e sintomi: come gestirli

timidezza e ansia

La timidezza e l’ansia sono sostenute da due cattivi consiglieri:

1. Ansia anticipatoria
2. Meccanismo di evitamento

Quando un timido si sente a disagio,  può provare tutte le manifestazioni correlate alla timidezza: batticuore, senso di inferiorità, disagio, agitazione, rossore e voglia di fuggire.

Vuoi sapere come si gestiscono questi sintomi? Ecco come.


Il gatto e la volpe della timidezza

L’evitamento, come suggerisce la parola stessa, è una reazione a cui l’essere umano ricorre per non riprovare sensazioni negative vissute precedentemente.

Per prima cosa devi sapere che tutto questo ha un impatto certamente non piacevole sulla mente e sul corpo della persona che, dunque, farà di tutto per evitare di riprovare sintomi di questo tipo.

Se il disagio è comparso in un pub, con il gruppo di amici, a scuola, a una riunione di lavoro o al ristorante ecco che quel luogo o quel contesto può diventare un tabù e la persona eviterà di trovarvisi nuovamente.

Il meccanismo di evitamento ha lo stesso potere di un analgesico: toglie il dolore ma non coglie l’origine del disagio. Più l’evitamento prende piede e più sarà difficile che la persona riesca a ritornare nei luoghi evitati.

Ciò accade perché, evitando la persona o il luogo incriminati, si può maggiormente fantasticare su quanto sarebbe stata spaventosa la situazione se si avesse deciso di affrontarla:

l’evitamento è il terreno fertile per l’ANSIA ANTICIPATORIA.

L’ansia anticipatoria è una tensione provata dalla persona relativamente ad eventi che potrebbero accadere ma che non necessariamente accadranno. Il soggetto anticipa nella mente l’esperienza, creandosi dei pensieri catastrofici.

Ad esempio: una persona timida si è sentita a disagio con degli amici perché, una sera, una ragazza lo ha rifiutato e gli amici, bonariamente, lo hanno preso in giro. Il timido, da quel momento, ha ridotto le uscite con il gruppo per paura che si presentassero delle situazioni di rifiuto, con conseguenti umiliazioni da parte degli amici.

In questo esempio si vede come l’ansia anticipatoria faccia ipotizzare al ragazzo timido qualcosa di estremo: rifiuti continui da parte delle ragazze e grandi umiliazioni da parte degli amici.

In definitiva, l’ansia anticipatoria genera pensieri falsati e porta il timido a interpretare le proprie sensazioni fisiche come indicazioni di un potenziale disastro.

Ad esempio, nel caso precedente, il timido potrebbe interpretare la normale tensione da “primo approccio con una ragazza” come un indicatore di sicuro insuccesso.


Perché l’ansia è come esser ciechi e pensare di vedere

Per imparare a gestire la tua timidezza potresti pensare ad essa, e all’ansia anticipatoria correlata, come ad un paio di lenti deformanti: ciò che vedi attraverso queste lenti non è reale, bensì è frutto della tua tensione emotiva.

Quando senti la tua tensione salire cerca di ricordarti di cambiare lenti e di guardare la realtà da un altro punto di vista.

La tua timidezza ti spingerebbe a voler controllare tutto e a prevedere le conseguenze di qualsiasi tua azione.

Ti invito a guardare questo filmato che, in modo ironico, mette in luce come possa essere nociva “ l’anticipazione di ogni dettaglio”.

Prova a “permetterti di sbagliare”, sorridendo a tua volta al sorriso, più o meno gentile, di chi nota il tuo errore.

Per mostrare le proprie debolezze ci vuole una grande forza: se, ogni tanto, lasci vedere la tua timidezza, ecco che gli altri potrebbero considerarti come una persona molto coraggiosa e sicura di sé.

In altre parole: più nascondi chi sei e più apparirai meccanico e timido mentre, più ti accetti e più ti sarài sarà possibile trasformare la tua timidezza in un punto di forza…

BUONA VISIONE:

Dott.ssa Valeria Mora
Psicologa, Counselor e Personal shopper
Dott.ssa Valeria Mora, psicologa

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