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Sociofobia: come superarla?

sociofobia come superarlaSemplificando: la timidezza portata al suo estremo diventa sociofobia.

La sociofobia è la fobia degli altri e dunque dei contesti sociali in cui si è esposti al confronto, più o meno diretto, con altre persone.

La sociofobia, detta anche fobia sociale, è uno dei più grandi disagi dei nostri tempi ed è fonte di grande sofferenza per chi ne è vittima.

Il timido sociofobico vive una profonda difficoltà nell’espressione di se stesso e della propria interiorità perché ha un onnipresente timore di essere respinto.

Essere in un contesto sociale è, per il sociofobico, come andare al patibolo.

Il timido vorrebbe evitare la ghigliottina costituita dalla semplice presenza degli altri e dai loro sguardi ma… se rinuncia a recarsi nei luoghi e nei contesti temuti vive un profondo senso di colpa e così tenderà ad autopunirsi per la propria inadeguatezza e vigliaccheria.


Sociofobia o timidezza, smettila di autopunirti!

Il sociofobico si autopunisce rimuginando costantemente sulla propria inettitudine, non sentendosi mai all’altezza delle aspettative altrui, non accettando complimenti e attestazioni di stima genuine, rinunciando a fare ciò che desidera e optando sempre per ciò che crede di dover fare…

…insomma…

…la sociofobia rende la persona che ne soffre intimidita dalla vita, con l’ulteriore aggravante di farla sentire colpevole e responsabile della propria inadeguatezza.

La sociofobia si radica in una distorta immagine di sé, in una estremizzazione dei propri difetti, in una svalutazione delle proprie qualità e in un’attenzione ossessiva al potenziale giudizio altrui.

Mi correggo: per il timido l’essere giudicato negativamente dagli altri non è un evento potenziale bensì è un evento certo, certissimo…

Questo modo di pensare, perpetrato negli anni, si trasforma in una zavorra che condiziona ogni aspetto della vita e fa avvertire al sociofobico un senso di soffocamento.


La solita paura dell’errore…

Il timido non si sente libero di agire perché ogni azione potrebbe costituire un passo falso, un qualcosa di cui vergognarsi profondamente e per molto tempo.

Uno dei pensieri più frequenti del sociofobico è:

“Se mi relaziono con gli altri sbaglio e faccio brutta figura ma se non provo rimarrò un inetto per sempre e questo mi fa sentire in colpa ed impotente quindi… non ho vie d’uscita”.

Questo ragionamento non è così chiaro nella mente del timido (quando lo diventa la persona sta iniziando a sviluppare maggiore consapevolezza e questo è il primo passo per vincere la timidezza) ma è, inconsciamente presente.

Se la mente non ha chiarezza in merito a questa condizione di blocco, il corpo, per contro, la percepisce subito ed ecco che la sensazione di soffocamento dilaga nei sintomi tipici della timidezza e della sociofobia.

Li ho già citati in altri post ma li riprendo per farti comprendere che ciò che ti capita non è segno di pazzia ma è semplicemente la conseguenza di pensieri ed emozioni negative troppo a lungo trattenute per evitare di dovertene vergognare.


I sintomi, in breve (brevissimo!)

I sintomi principali della timidezza sono:

sudorazione eccessiva, secchezza delle fauci, deglutizione anormale, dilatazione dei vasi periferici, con conseguente rossore al viso, o costrizione dei vasi periferici, con conseguente pallore del volto, disturbi nella respirazione e nella parola (balbuzie, cambiamento della voce), rigidità muscolare, accelerazione del battito cardiaco, difficoltà nella cordinazione dei movimenti.

Quando la timidezza è talmente pervasiva da assumere i tratti delle sociofobia il senso di soffocamento può sfociare in veri e propri attacchi di panico che fanno vivere al mal capitato l’esperienza di “sentirsi morire”.

Il sociofobico vorrebbe fuggire dal luogo in cui si trova ma non si sente in diritto di farlo per paura di fare brutta figura, per paura di mostrare la propria emotività e venir giudicato negativamente per essa, per paura di apparire stupido.

Il mostrare le proprie debolezze è una fonte di umiliazione intollerabile per il timido ma… è proprio questa convinzione che rende la timidezza sempre più pervasiva.


Evitare l’evitamento sarebbe una buona idea…

Per INIZIARE superare la sociofobia occorre tenere a mente che più si evita il confronto con l’altro e il potenziale giudizio e più, nei contesti sociali, ci si comporterà in modo impacciato.

Ci si sentirà sempre fuori tempo, goffi e ridicoli nel modo di parlare e di muoversi…

Questa sensazione amplificherà l’ansia da prestazione e questo renderà la propria timidezza, che tanto si tenta di nascondere, più che evidente.

L’alternativa a tutto questo, scelta da molti fobici sociali, è evitare il contatto con gli altri. Il timido non esce più di casa, si relaziona solo con parenti ed amici stretti e, giorno dopo giorno, si chiude sui propri pensieri.

Nell’immediato l’ansia diminuisce perché la persona non deve più affrontare ciò che teme: lo sguardo e il giudizo altrui non ci sono più ma…

…tale “pace dei sensi” è breve ed illusoria.

I sensi di colpa, la disistima verso se stessi, la vergogna per come si è, presto o tardi, riemergono e il senso di demoralizzazzione cresce.


Se guardi il sole le ombre cadranno alle spalle

Ovvero, se cerchi una soluzione la troverai, se applichi una soluzione funzionerà.

L’alternativa è autocommiserarsi: la mia timidezza è diversa.

Sarò dura: non lo è. La tua timidezza non è diversa.

Stai forse, pensando che la parola autocommiserazione può dirla solo chi non ha provato la timidezza?

Solo chi non è passato attraverso questa sofferenza?

Ti capisco: il tuo pensiero è legittimo perché ciò che si vive quando si teme lo sguardo altrui è fonte di un dolore pungente e rispetto al quale si ha la percezione di non avere alcun potere.

Ma… se ho usato questo termine è perché IO CI SONO PASSATA ed è stato quando ho capito che io potevo avere potere sulla mia timidezza, che io potevo fare qualcosa e non darla vinta a questo coacervo di pensieri ed emozioni distruttive che ho iniziato a entrare in relazione con gli altri in modo nuovo, scoprendo che POTEVA ESSERE BELLO!

Ci sono tante strade percorribili per superare la sociofobia e diminuire, un passo alla volta, quell’onnipresente senso di vergogna che va a braccetto con la paura di apparire stupidi, ma occorre saper individuare quella giusta per se stessi.

Io ne ho provate molte e poi ho creato quella giusta per me…

Leggi qui e scopri quale delle strade che ho percorso può fare al caso tuo…

Scopri quale di queste strade fa al caso tuo.

Spero, con queste informazioni, di velocizzare il tuo cammino verso l’accettazione di te stesso e, quanto prima, verso l’espressione di tutte le potenzialità che non sai di avere ma che, ti garantisco, esistono e ti faranno sentire capace di relazionarti con gli altri.

Buona lettura!

Dott.ssa Valeria Mora
Psicologa, Counselor e Personal shopper
Dott.ssa Valeria Mora, psicologa

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