Quanto tempo ci vuole per superare la timidezza?

0

timidezza tempo per supearePer superare la timidezza e le paure indotte dalla timidezza medesima e vissute nell’interazione con le altre persone è necessario essere consapevoli del “tempo del cambiamento”.

Chi segue questo blog sa che il metodo che io e Marco abbiamo strutturato per consentire al timido di superare, il più possibile in autonomia, la propria timidezza non si limita a fornire “semplici tecniche miracolose” per vincere la timidezza in un batti baleno.

Non le forniamo perché, semplicemente, non esistono.


I furboni del “trucchetto facile” e le vere tempistiche

Mi spiego meglio: alcune tecniche ci sono e sono fondamentali ma non si tratta di “trucchi” (non ti devi fidare di chi ti suggerisce dei trucchetti) bensì di un insieme di conoscenze e competenze che, una volta metabolizzate, consentono alla persona di modificare il proprio modo di osservare se stessa e gli altri e, conseguentemente, di modificare il proprio modo in entrare in relazione con il mondo circostante.

Quali sono le abilità tecniche necessarie a superare la timidezza?

Sono quelle relative al come comunicare con gli altri, a come raccontare se stessi, a come muoversi e gesticolare, a come valorizzarsi esteticamente (perché molte volte il timido rifiuta la propria immagine allo specchio)…

…ma non bastano!

Prima di tutto questo è essenziale un lavoro preciso, costante e, gioco forza, impegnativo sulla propria consapevolezza e identità.

Il nostro é il primo e unico metodo step by step per vincere la timidezza e ha un nome ben preciso che vuole esprimere l’idea della possibilità di costruirsi una difesa solida dalle paure della timidezza.

Il nome che abbiamo scelto è Antitimidezza: un antivirus in grado di far emergere la tua vera identità e di difenderla da inutili costrizioni e limitazioni.

Se vuoi subito entrare in possesso di questo metodo con il quale vincere la timidezza per davvero ti basta leggere qui tutte le informazioni:

Antitimidezza: superare la timidezza è possibile

Te lo dico chiaramente, a scanso di equivoci, la proposta è a pagamento perché questo è un progetto basato sull’impegno e la dedizione che Marco, come coach, ed io, come psicologa, abbiamo profuso per dare la possibilità a chi vuole lasciarsi alle spalle un problema che può diventare davvero invalidante. Qualche consiglio spicciolo può essere gratis ma non un percorso di cambiamento che porti a veri risultati.

I veri risultati si ottengono solo quando ci si sente liberi di “buttare giù la maschera” e di esprimere se stessi in toto, senza vergogna.

Fino a quando l’altro è il nemico dal cui giudizio occorre difendersi non si può vivere una vita appagante e in cui realizzare i propri obiettivi.


Vincere la timidezza? Ci vuole il tempo del cambiamento

Molto ci chiedono quanto tempo sia necessario per vincere la timidezza:potrei risponderti da 3 mesi a 3 anni con un lavoro ben fatto ma la vera risposta è: dipende dalle oscillazioni.

In pratica, sarai alternativamente timido e non timido con una sempre maggior propensione verso il secondo modo di essere.

Ecco il punto centrale di questo post:

Il tempo del cambiamento non scorre
come il tempo scandito dai rintocchi dell’orologio.

Il punto non è quanto tempo ci vuole ma quanto tempo ci vuole per decidere di iniziare.

Successivamente, se fai amicizia con questo modo diverso in cui scorrono le tappe del cambiamento potrai vivere con serenità tutto il cammino da percorrere per lasciarti la timidezza alle spalle.

Saper riconoscere il tempo del cambiamento consente di vivere la vita appagante agognata già durante il percorso.

Solo così si possono accumulare energie sempre fresche per gestire i momenti difficili che possono presentarsi durante il fronteggiamento di quelli che si ritengono essere i propri limiti e punti deboli.

CAMBIARE, che in questo caso vuol dire trasformarsi da una persona timida ad una persona sicura di se stessa e in grado di riconoscere e fidarsi delle proprie qualità, implica operare un passaggio da una condizione precedente (“sono timido”) ad una successiva (“non sono più timido”) e dunque il cambiamento porta con sé l’etimologia della parola CRISI, dal greco KRISIS, che significa: “separo” – momento che separa una maniera di essere o una serie di fenomeni da un’altra differente”.

Il cambiamento implica una CRISI ma non nel senso di un qualcosa di necessariamente negativo.

Il cambiamento implica sempre una quota di fatica perché porta a lasciare una condizione nota per dirigersi verso una sconosciuta: il nuovo spaventa ma se affrontato nel modo giusto, con gli strumenti giusti e nei tempi giusti non è traumatico.

Antitimidezza sintonizza l’orologio con il tempo del cambiamento che è un tempo che procede per oscillazioni, frenate, passi avanti e passi indietro continui ma che, se osservati nella globalità, hanno sempre un andamento progressivo che punta verso l’alto, quell’alto che è dato dal non sentirsi più timidi.

Ti faccio un esempio per farti capire meglio.


Questa storiella ti riguarda…

Sto lavorando, da qualche mese, con un mio paziente che chiamerò Giovanni.

Ad oggi, egli ha raggiunto grandi risultati, impegnandosi molto e facendo un buon lavoro di squadra.

Quando abbiamo iniziato non riusciva a guardare negli occhi nessuno, sia che fosse un parente stretto che uno sconosciuto, non riusciva ad esprimere mai le sue opinioni per paura di essere considerato stupido o ridicolo, non frequentava locali di alcun genere e se era costretto a farlo l’ansia saliva così tanto da farlo sudare e sentire il cuore battere in petto all’impazzata.

Nel corso dei colloqui è riuscito a sviluppare maggior assertività e il sostenere lo sguardo ed esprimere le proprie idee è diventato per lui molto più semplice.

Dopo i primi tempi senza particolari risultati (perché per vedere i primi successi occorre fare un numero sufficiente, che varia da persona a persona, di ragionamenti, azioni e tentativi), Giovanni ha iniziato a parlarmi con orgoglio di quella volta in cui ha detto all’amico di non essere d’accordo con lui, di quella volta in cui ha mostrato alla moglie come fosse meglio risolvere una discussione con il figlio, di quella volta in cui ha sostenuto lo sguardo del capo ufficio, di quella volta…

Poi un giorno Giovanni si affaccia alla porta del mio studio con aria afflitta e mi dice:

“Dottoressa non supererò mai la mia timidezza, è tutto inutile!”

Immaginando già la risposta chiedo a Giovanni cosa sia successo per fargli pronunciare frasi così piene di disperazione.

Giovanni mi risponde che il capo gli ha offerto la possibilità di incrementare lo stipendio svolgendo un’altra mansione in un ufficio che Giovanni non aveva mai dovuto frequentare prima.

Ecco cos’era successo: Giovanni aveva dovuto affrontare, inaspettatamente, il NUOVO… nuove persone, nuove responsabilità, nuove dinamiche sociali.

Cosa ha generato in Giovanni l’afflizione che gli ho visto in volto?

Non era tanto il confronto con nuove persone, perché ormai Giovanni aveva le competenze per gestire quella situazione, ma le emozioni negative generate dalla sensazione di aver fatto un passo indietro nel cammino per il superamento della propria timidezza.

Giovanni, nonostante ne avessimo parlato diverse volte in seduta, si era creato delle false aspettative sul fatto di non avere mai delle “piccole ricadute”.

Non era più timido in tutti i contesti ma, semplicemente, aveva avvertito nuovamente le sensazioni legate alla timidezza in un particolare frangente.

Invece che contestualizzare le emozioni e i pensieri li aveva generalizzati ed estesi alla propria identità.

Giovanni poteva pensare:

“Ok, mi trovo in una condizione nuova ed inaspettata, mi spaventa un po’ ma vediamo quali risorse, di quelle apprese in questi mesi, posso adoperare per gestire la situazione”.

Ed invece ha pensato:

“Sono un disastro, non ce la farò mai!”

Perché questo pensiero?

Perché ha dimenticato qual è il TEMPO DEL CAMBIAMENTO.


Sarai ancora timido ma sempre meno… e poi…

Non ci si può concentrare su quel giorno in quel nuovo ufficio per decidere se si sta superando la timidezza, bensì occorre osservare tutti i risultati ottenuti dall’inizio del percorso intrapreso, vivere la “piccola ricaduta come tale” e poi rivalutarla dopo aver vissuto il successo che si verificherà subito dopo.

Garantito: per chiunque segua un percorso di cambiamento ben strutturato e “cucito addosso alla propria personalità” (merito di cui io e Marco ci sentiamo di fregiarci) ci sarà sempre un nuovo scalino verso l’altro, occorre solo metodo, applicazione e un po’ di pazienza.

I risultati arrivano, sempre.

E poi, forte di nuovi successi e digeriti gli insuccessi vincerai la timidezza, definitivamente.

A questo punto la vera domanda è un’altra: quanto tempo impiegherai per decidere di iniziare? (Con noi o con qualunque professionista competente?)

Pensaci…

Dott.ssa Valeria Mora
Psicologa, Counselor e Personal shopper
Dott.ssa Valeria Mora, psicologa

Non ci sono ancora Commenti

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.