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Vincere la timidezza

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E’ possibile superare la timidezza?

è possibile vincere la timidezza?La maggior parte delle persone che finisce su questo sito spera di poter vincere la propria timidezza ma, di fatto, pensa che non sia possibile.

Se pensi che cercherò di convincerti del contrario, ti sbagli.

Quello che mi interessa è far luce sui fatti, senza alcun artificio dialettico o tecnica di persuasione ma attraverso una semplice argomentazione logica.

Tu puoi farcela oppure per te non c’è speranza? L’unica risposta logica è… dipende. Se vuoi sapere se hai qualche chance o sei “condannato”, continua la lettura.


Le persone non cambiano mai?

L’altro giorno ero al lago.

Avevo appena finito una seduta di coaching e stavo osservando, seduto su una comoda panchina di legno, due paperelle fuggiasche e un cigno cattivissimo che le inseguiva cercando di pizzicargli il sedere piumato con il becco arancione.

Stavo riflettendo sull’aggressività dei cigni quando a un certo punto si siedono, su una panchina a fianco alla mia, una coppia di anziani, marito e moglie, con un grosso cono gelato a testa.

Lei guarda il marito con aria affranta e afferma: “tua madre è ansiosa ma non puoi cambiarla, è fatta così”. Lui annuisce e, gustandosi un po’ di stracciatella, conclude perentorio: “Già, ognuno ha il suo carattere!”.

Questo modo di pensare è molto comune: ogni persona nasce con un determinato carattere e se lo tiene dalla nasciata alla morte (timidezza inclusa).

E’ normale che a pensarlo siano due ultrasessantenni, nati e cresciuti in un mondo lento, statico, sempre uguale a se stesso.

Eppure, in un mondo che cambia alla velocità della luce, ancora oggi, ragazzi di 20, 30 o 40 anni, sono convinti della veridicità di questo assunto:

“Le persone non cambiano mai” (timidezza inclusa).

Che di riflesso significa:

“Io non posso cambiare…
anche perché quando ci ho provato non ci sono riuscito”.

Questa ragionamento fa acqua da tutte le parti. Perché?

Perché è incompleto.


Non serve essere Aristotele per capire questo…

Sei nato con gli occhi di un certo colore, questo non si cambia.

Se io ti chiedessi:

“Quando hai imparato ad avere gli occhi del tuo colore?”

probabilmente mi prenderesti per pazzo, vero?

Eppure, se ti chiedessi:

“Quando hai imparato ad essere timido?”

in questo caso, se ci pensi con la dovuta attenzione (cioè per più di quel mezzo secondo che le persone riescono dedicare all’introspezione…), ti verranno in mente una serie di episodi.

  – Quella volta in cui hai cambiato classe e non sei più riuscito ad integrarti.

  – Quella volta in cui da piccolo, a scuola, ti hanno rubato la merenda.

  – Quelle volte in cui avevi bisogno di affetto e ricevevi rimproveri.

  – Quelle volte in cui i tuoi genitori ti sgridavano se cercavi di “renderti visibile”.

  – Quella volta in cui, dal dottore, la mamma rispondeva per te anche se avevi già 27 anni.

Da questa sostanziale differenza fra timidezza e colore dell’iride, possiamo trarre una semplice conclusione logica.

Il primo è un tratto di origine esclusivamente genetica (non c’è un momento in cui hai appreso ad avere gli occhi di un certo colore).

Il secondo è un tratto per lo più appreso ed al massimo può esistere una “tendenza” genetica.

Appreso vuol dire che, attraverso una serie di eventi ti sei o ti hanno ADDESTRATO ad essere timido.

Puoi provare a confutare questa dimostrazione ma non ci riuscirai perché, contro la realtà, c’è poco da fare, vince sempre.


NON significa che tu possa vincere la timidezza.

Accordiamoci su questo punto: hai mai cambiato un’abitudine?

Sei uguale a come eri 10 anni fa o riesci a trovare almeno una differenza?

Se sei sei cambiato anche solo di un po’, abbiamo appena dimostrato che, ciò che hai appreso in passato (ad esempio un’abitudine), può essere cambiato.

Anche questo è un fatto.

Appreso qualcosa… puoi comunque cambiarlo.

Le abitudini (timidezza inclusa) sono come il software del tuo computer… non come l’hardware.

Puoi sempre cliccare “disinstalla”, fare un “upgrade” o “sovrascrivere”.

Puoi abituarti a prendere il caffè… e poi abituarti a terminare il pasto con il secondo, “sovrascrivendo” l’abitudine “caffè” con una nuova.

Tuttavia, anche se ti è già capitato, forse si è sempre trattato di minuzie.

Quando si parla di timidezza si parla di un’abitudine complessa che coinvolge il comportamento, la dimensione cognitiva e quella somatica.

Infatti probabilmente hai provato a superare la tua timidezza in passato, senza successo però.

Il che ti ha portato alla conclusione, già smentita qui sopra, che sia impossibile cambiare.

Ma allora, se cambiare è possibile e qualche volta ci riesci… perché non sei ancora riuscito a vincere la timidezza?

La risposta potrebbe essere “perché ho paura” o “perché a qualche livello è vantaggioso rimanere timidi”.

Queste risposte sono tendenzialmente vere.

Per quanto mi riguarda però, il punto cruciale è un altro.


Il pezzo mancante

In passato sei cambiato sospinto dagli eventi esterni, quando ti sei trovato in nuovi contesti o quando la paura era troppo forte per continuare a rimanere uguale a te stesso.

Queste condizioni, per lo più esterne, hanno dato il via ad un processo di modifica delle tue abitudini quasi “forzato”.

Ma per vincere la timidezza la questione si fa un pochino più complessa e anche se probabilmente hai fatto qualche piccolo passo avanti negli ultimi 10 anni, forse non è cambiato poi molto.

A meno che non ti venissi a trovare in un contesto dove di colpo tutti ti accettano, ti osannano, ti vogliono bene e ti lasciano molto spazio per esprimerti, difficilmente il mondo esterno cliccherà disinstalla per te.

Potresti quindi concludere che alcuni aspetti appresi diventino “parte di noi” al punto di non poter più essere modificati con le proprie forze.

In parte è vero ma stiamo tralasciando un aspetto fondamentale nel nostro ragionamento.

Ci stiamo dimenticando di una banale conclusione: tu non hai la MINIMA idea di come fare per vincere la timidezza.

Puoi smentirlo?

Probabilmente no.

Potrebbe essere un dato importante?

Beh, direi che dovremmo approfondire.

Psicologi, conuselor, coach, e qualsiasi consulente alla persona può confermartelo: la maggior parte degli esseri umani non sanno quasi nulla di se stessi, di come funzionano, di come cambiano, si adattano o reagiscono.

Il motivo per cui non sei mai riuscito a vincere la timdiezza NON è perché è impossibile cambiare (qualche volta lo hai già fatto) o perché la timidezza è un carattere totalmente genetico (abbiamo dimostrato che non lo è) ma semplicemente…


Perché non sai come diavolo si fa!

Se sapessi come fare, potresti, attraverso l’apprendimento (che richiede tempo, energie e attenzione) modificare il tuo comportamento ed evolvere il tuo modo di essere.

Nell’apprendimento includo anche trovare nuove relazioni, reali o virtuali, con persone che ti aiutino ad esprimerti, che ti accettino per quello che sei, che ti vogliano bene o che credano in te.

Anche questo aspetto dipende in buona parte da te: per prima cosa è il timido a doversi fidare degli altri e a provare ad aprirsi, imparando a tirar fuori invece che a chiudersi in se stesso.

Anche imparare ad aprirsi è apprendimento.

Anche riconoscere e gestire le proprie emozioni e pensieri è apprendimento.

MA ATTENZIONE!

Ancora non ti sto dicendo che hai una speranza.


Scopri se per te è possibile!

Quindi, è possibile vincere la timidezza?

  • No, se non sai come fare;
  • No, se non vuoi imparare; 
  • No, se sei troppo pigro;
  • No, se per te non è una priorità; 
  • Si se vuoi imparare come fare, gli dai la priorità e il tempo necessario.

Se sei motivato, per te è una priorità e sei pronto a metterti in gioco ti manca solo il tassello dell’apprendimento, e questo tassello lo trovi qui sotto, iscrivendoti gratuitamente al nostro gruppo online.

Per il resto, come si conclude una degna trattazione, aggiungo, in onore di un mio vecchio insegnante delle superiori

CVD: come volevasi dimostrare.

Dott. Marco De Filippo
Life coach, Kinesiologo e insegnante di improvvisazione teatrale
Dott. Marco De Filippo, Life Coach

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