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Vincere la timidezza

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Come combattere la timidezza: tutta la verità

sconfiggere timidezzaDimmi se non è così: una delle situazioni più fastidiose che si verifica quando si parla di combattere e sconfiggere la timidezza è quando ricevi quegli odiosi ed inapplicabili consigli comportamentali del tipo:

“Fai un respirone; guarda le persone negli occhi; sorridi, ecc.”

che sono solo i comportamenti che applica naturalmente chi non è timido e che ti vengono prescritti come possibile soluzione.

Purtroppo NON funzioneranno: ecco perché.

Sono d’accordo che alcuni di questi consigli possano essere validi per vedere qualche piccolo e temporaneo miglioramento ma, se vuoi DAVVERO sconfiggere la timidezza, la partita si gioca ad un livello completamente diverso.


Non puoi combattere la timidezza con i trucchetti!

  • Non puoi fingerti non timido.
  • Non puoi far finta di essere sicuro.
  • Non puoi recitare una parte.
  • Non puoi usare le tecniche di comunicazione da timido.


Ti servono delle abilità! PUNTO!!

Questo sito è qui per questo.

So che molti cercano un modo per combattere la timidezza con qualche trucchetto o consiglio da quattro soldo, quando in realtà c’è poco da combattere e molte abilità da sviluppare.

Lo so, sarebbe più facile se fosse facile. Ma tu sai solo fare cose facili?

Spero di no, ma se è così il nostro metodo AntiTimidezza è facile…

…ma richiede solo un po’ di impegno.

Non posso “venderti” l’idea che basti una settimana, ma se ti impegni e hai il giusto metodo vinci la timidezza, altrimenti rimarrai timido a vita.

Io sono sicuro che ce la farai.

Ma torniamo a noi.

Facciamo un esempio?

Ipotizziamo che per sconfiggere la timidezza io ti dica di andare a parlare con uno sconosciuto, utilizzando un qualsiasi espediente per attaccare bottone.

Immagino che il solo pensare di farlo potrebbe generare in te un certo livello di ansia, giusto?

Perché succede?

Perché non hai una serie di esperienze di riferimento in relazione ad un’azione di questo tipo, che si siano concluse positivamente.

Di fatto sei confuso sul da farsi.

Non sai quale reazione aspettarti dal tuo interlocutore, come rompere il ghiaccio e successivamente come portare avanti un eventuale scambio dialettico.

Immagini che l”approccio potrebbe risultare goffo e potresti pensare di essere giudicato per questa azione, per un qualche tipo di difetto o per la tua stessa insicurezza.

Fare una brutta figura, apparire sciocchi… non è piacevole ne auspicabile per nessuno.

L’ansia sale perché il tuo corpo ti mette in guardia in relazione a un possibile pericolo.

Fare un respirone o sforzarti di guardare l’altro negli occhi può certamente aiutare ma di fatto non risolve il problema perché dovresti accumulare un’enorme quantitativo di esperienze relazionali positive per avere un nuovo punto di riferimento che ti consenta di essere a tuo agio con gli altri.


Come fare per sconfiggere la timidezza, quindi?

Per prima cosa hai bisogno di riconoscere pienamente l’emozione che stai provando, la sua origine e poi usare la logica per gestirle.

Devi capire ciò che ti spaventa, fino a prendere confidenza con l’ambiente, le altre persone e le nostre paure.

Facciamo un esempio.

Gianluca entra in un locale e non si sente del tutto a proprio agio, non sa perché si sente così, sa solo che non è piacevole.

Per prima cosa dovrà capire per quale motivo si sento così: cosa ha generato questo stato?

Recuperare la causa-effetto è il primo passo per riprendere il controllo della situazione, e ti assicuro che la maggior parte dei timidi non è minimamente in grado di fare questo passaggio.

Se non lo sai fare devi necessariamente diventare un maestro in questo.

Poniamo caso che, riflettendoci, il nostro protagonista si renda conto di sentirsi in ansia perché è l’unico ragazzo single nel suo gruppo di amici.

Tuttavia ci sono molte persone single che sono pienamente a proprio agio con gli altri.

Ciò che Gianluca dovrebbe chiedersi è quindi:

“perché essere single mi fa sentire a disagio con queste persone?”.

La risposta (una delle possibili) potrebbe essere:

“perché ho paura di essere giudicato da loro”.

A questo punto, ecco che si inserisce la logica:

“come fa Gianluca a  sapere se le persone che sono con lui lo stanno giudicando oppure no?”

La risposta è: osservandole.

Questo momento è cruciale: smettere di decidere di essere giudicato a priori e riportare l’attenzione all’esterno, notando come gli altri si relazionano con noi.


Fai amicizia con la realtà

Gianluca deve necessariamente osservare gli altri per trarre informazioni sulla loro relazione, invece che PRE-OCCUPARSI di qualcosa sul quale non ha dati concreti.

Nel processo va inserita la logica e se sei troppo emotivo questa è un’abilità.

La logica mi dice che se piaccio o meno, saranno i segnali che gli altri mi inviano a dirmelo: non le mie paure.

Quindi c’è qualcosa che fa pensare a Gianluca, oggettivamente, che queste persone lo stiano giudicando?

Probabilmente la risposta sarà: no. Saranno i soliti amici di sempre.

Questo semplice ragionamento sarà in grado di ridurre l’ansia relativa a questo aspetto del 90%.

Ma per farlo ti servono delle abilità.

La timidezza origina dalle esperienze del passato ma, nel presente, è SEMPRE la risultante di una mancanza di determinate abilità (anche essere se stessi è una sorta di abilità…), e queste abilità possono essere apprese.

… ma è completamente diverso dal fare un semplice “respirone”.

Ne parleremo ancora ma se vuoi approfondire, qui sotto trovi il form per scaricare 4 audio gratuiti.

Ti aspetto nella tua casella di posta :)

Dott. Marco De Filippo

Life coach, Kinesiologo e insegnante di improvvisazione teatrale
Dott. Marco De Filippo, Life Coach

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