Il primo sito italiano per vincere la timidezza online

Vincere la timidezza

Timidezza, vincere la timidezza, acquistare sicurezza

3 consigli da ex timida per gestire timidezza e solitudine

ecco i consigli di un'ex timida per gestire timidezza e solitudineSono un ex timida e so che la timidezza condiziona fortemente molti settori della vita di una persona.

Il rapporto con se stessi e con il proprio aspetto fisico, la scelta degli studi e della carriera professionale, la scelta delle amicizie e del partner e, purtroppo, costringe molti individui ad accontentarsi di una vita a metà perché convinti di non meritare di meglio.

Ma è proprio così? Continua la lettura: ho 3 consigli da darti.

Una persona timida può godere di buone relazioni sociali e, allo stesso tempo, del piacere del silenzio?

Il timido, nella maggior parte dei casi, è introverso e cioè amante della tranquillità, dello stare da soli a pensare, delle attività ricreative individuali ma…

…non si permette di godere di questi momenti di pace, bensì si sente in colpa e sbagliato a desiderare ciò.

Da un lato vuole più amicizie e più contatti con il mondo, perché convinto che questo sia il modo migliore per vivere ma, dall’altro lato, anela alla pace e al silenzio della propria casa che, invece, diventa il contesto in cui si sente maggiormente in colpa.

Il timido quando si sente bene stando da solo pensa di essere troppo diverso dagli altri e dunque, sbagliato.

In definitiva: il timido non sta bene né in mezzo alla gente, né da solo.

Per lui non c’è mai un momento di resa e tutto diventa faticoso.

Ho vissuto in prima persona queste sensazioni perché sono stata una bambina ed una ragazzina timida. So quindi, di cosa si parla ma, soprattutto, so come fare ad uscire da questo circolo vizioso ed è proprio a questo che ti serviranno i tre consigli che ti darò tra poco.

Ricorda però, che affinché essi funzionino devi avere la pazienza di comprenderli ed implementarli un po’ per volta. Una mia paziente mi ha detto recentemente:

“Ho fatto tutto per risolvere il mio
problema ma non c’è niente da fare!”

Fare di tutto non significa provare tantissime strategie diverse e abbandonarle a breve perché non si vedono i risultati nell’immediato.

Per risolvere un problema occorre scegliere la strategia giusta e applicarla per il tempo sufficiente fino a vedere il primo piccolo risultato.

Il piccolo risultato farà così da benzina per la mossa successiva fino al traguardo seguente, e così via in un circolo virtuoso.

So che vuoi sconfiggere la tua timidezza e ti assicuro che se comincerai a fare tuoi questi 3 consigli le tue difficoltà si attenueranno considerevolmente!


1. E se non si accorgessero che sei timido?

Ricordati che tu ti valuti molto più negativamente di come ti valutano gli altri: è scientifico.

Da ragazzina avevo capito che se esplicitavo il mio difetto (la timidezza) la mia ansia e la mia timidezza diminuivano.

Così facendo, un giorno, qualcuno, a seguito della mia “confessione di essere timida” mi disse:

“Ma tu non sei timida? Cosa dici!”

La sensazione che provai in quel momento me la ricordo ancora oggi: un misto di gioia ed incredulità.

Cos’era successo? Io mi ero sempre considerata timida ed ero convinta che tutti se ne accorgessero… e invece no!

Certo, negli anni ero migliorata un po’ ma io mi sentivo ancora “la bimba silenziosa e impaurita” ed invece le persone non coglievano questo.

Il timido é un giudice molto severo nei confronti di se stesso ma questo lo porta ad estremizzare i propri lati negativi concentrandosi solo sulle imperfezioni.

Gli altri ti accettano molto di più di quanto tu creda e può essere che ciò che tu condanni di te stesso sia, ai loro occhi, un pregio. Inoltre, guardano l’insieme della tua persona e non il singolo dettaglio.


2. Conosco un segreto su di te…

Probabilmente ti piace stare da solo.

Provare piacere nello stare da soli non significa essere degli inetti da un punto di vista sociale

Il timido e l’introverso amano stare da soli ma non riescono a godere della solitudine perché si sentono in colpa per amare qualcosa che, nella nostra società, rappresenta l’eccezione e non la regola.

Viviamo in un mondo fatto per gli estroversi, fatto per il rumore e la condivisione anche dei fatti più privati, ma chi dice che questo stile di vita sia davvero il migliore?

Inoltre tutto questo proliferare dell’ “essere social” va di pari passo con una perdita della profondità, dell’autenticità e della solidità dei legami… quindi cos’è meglio?

Non c’è un modo di essere giusto ed uno sbagliato: ognuno ha il proprio ed è privo di senso il tentativo di sforzarsi di essere, a tutti i costi, altro da sé.

Se ami la solitudine fai bene a godertela e a scrollarti di dosso il senso di colpa.

Agisci ascoltando ciò che realmente desideri, momento per momento, e non forzarti a fare ciò che non fa per te.

Se ti rilassi stando da solo e facendo ciò che ami avrai un enorme vantaggio quando poi ti troverai in contesti sociali.

Se passi un intero fine settimana a casa da solo non perdi infinite occasioni sociali irrecuperabili: ti stai semplicemente ricaricando e così, in vista del prossimo fine settimana, avrai fatto “scorta” di energia per partecipare a quell’evento sociale a cui tieni molto, ma che ti costa certamente più fatica che stare a casa a leggere il tuo romanzo preferito!


3. L’introversione è davvero un vantaggio?

Sai che spesso siamo anticonvenzionali e parliamo di timidezza in modo un po’ diverso, ma in questo caso anche noi concordiamo: l’introversione è un vantaggio.

Inizia a prendere in considerazione l’idea che la tua introversione possa essere per te un vantaggio.

Lo so che ti sembra impossibile da credere ma ti garantisco che é così (e ti ricordo, ancora una volta che ci sono passata!).

Tutti i modi di essere presentano vantaggi e svantaggi solo che il timido tende a considerare l’estroversione come ricca di vantaggi e priva di limiti e l’introversione come un coacervo di limitazioni in assenza di pregi.

Le ricerche dimostrano che per avere successo (dove per “successo” si intende la realizzazione di ciò a cui si aspira nei vari settori della propria vita) la risorsa fondamentale non è la “parlantina” o “la battuta pronta”, bensì l’intelligenza emotiva.

L’intelligenza emotiva consiste nella capacità di riconoscere e gestire le proprie emozioni e comprendere quelle degli altri, rispondendovi adeguatamente.

Quest’abilità è molto più sviluppata in coloro che sono in grado di ascoltare il proprio mondo interno, di passare del tempo da soli stando bene, di essere indipendenti dagli altri e… indovina un po’?

Chi ha queste qualità? L’introverso!

L’estroverso soffre quando il silenzio é troppo e, a volte, ha paura nel prestare attenzione alla propria interiorità.
Tu sei capace di ascoltare i tuoi pensieri e, ti assicuro, questa volta per esperienza professionale oltre che personale, che l’assenza di questa abilità é causa di molti disagi.

Ora che sei a conoscenza di questi 3 consigli non devi fare più nulla per la tua timidezza?

No, non ho detto questo!

Ci sono tante cose che puoi fare e che ti aiuteranno ad essere più sicuro di te, a piacerti di più e a stare meglio con gli altri e nei contesti sociali.

Puoi imparare tante abilità funzionali che io e Marco siamo lieti di condividere con te in tanto materiale gratuito, ma “le tecniche” posso attecchire solo su un buon “terreno fertile” e se terrai a mente queste 3 idee la pianta della “tua miglior versione di te stesso” crescerà più velocemente e più rigogliosa.

Non rimandare più il momento in cui diventerai un ex-timido e scarica subito gratuitamente dei preziosi acceleratori del tuo processo di miglioramento!

A presto

Dott.ssa Valeria Mora
Psicologa, Counselor e Personal shopper
Dott.ssa Valeria Mora, psicologa

Category: Senza categoria

Condividi questo articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.